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Ultrarunner. Un termine ancora poco conosciuto ma in rapidissima diffusione. Si tratta di corridori – ma prima di essere corridori sono esseri umani, esattamente come noi – che gareggiano nelle ultra maratone. Cosa sono le ultra maratone? Qualunque competizione superiore alla distanza di una maratona (42 km e 195 metri). Quindi una gara di 50 km è un’ultra maratona, ma lo è anche una di 250 km. 250 km? Esistono delle corse di 250 km? Tenute da esseri umani come noi? Ebbene sì. Ma non è solo la distanza che deve spaventare, bensì le ambientazioni. Ad esempio nella Marathon Des Sables si gareggia per 6 giorni nel deserto del Sahara, con temperature che possono superare i 100 gradi, tra tempeste di sabbia e morsi di scorpioni. Ogni concorrente deve trasportare con sé tutto l’occorrente (cibo, torce, medicamenti), esclusa l’acqua. Oppure l’Ultra Trail Mont Blanc, l’ultramaratona più famosa ed ambita del mondo. Parte da Chamonix, in Francia, e percorre tutto il gruppo del Monte Bianco per 160 km tra sentieri, scalate e temperature glaciali. I campioni riescono a percorrere l’intera gara in poco più di 24 ore, ma il tempo limite per concluderla è di 48 ore. Per parteciparvi è necessario aver già corso un gran numero di maratone. Va bene, abbiamo capito che esiste questo tipo di competizione, ma c’è davvero qualche matto disposto a gareggiare? Migliaia, migliaia e ancora migliaia di appassionati da tutto il mondo si riversa costantemente in questo tipo di imprese, al punto che molte gare ormai hanno imposto dei limiti per accedervi. Ma come è possibile che così tante persone siano disposte a torturarsi in questo modo? Beh, per loro non si tratta affatto di una tortura, anzi. Innanzitutto ricordiamo che secondo molte teorie, molte delle quali esposte nel best seller di Christopher McDougall “Born to Run” l’uomo è, appunto, nato per correre. In tutto il regno animale, grazie anche al sistema di dissipazione del calore – la sudorazione – tipico della specie umana, siamo i più veloci ed efficienti nella corsa su lunghe distanze. O almeno lo erano i nostri antenati, prima delle invenzioni di divani, automobili, ascensori e sedie. Purtroppo lo stile di vita moderno ci ha allontanati moltissimo da quelle che sono le nostre reali capacità fisiche, favorendo la comodità a tutti i costi a scapito di una forma e prestanza fisica che ci appartiene per natura. Eppure, per fortuna, alcune persone sentono ancora quel richiamo ancestrale di trascorrere del tempo tra la natura, sfruttando ogni minima peculiarità di quella fantastica macchina perfetta che è il corpo umano, evolutasi nel corso dei millenni correndo, cacciando, muovendosi. Non certo trascorrendo ore seduti al pc o gustandosi decine di serie tv su un divano con penisola. Stefano Panza

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